Patologie del Cristallino-Cataratta

Responsabili: Prof Emilio Campos, Dr Piergiorgio Toschi

Cosa è il cristallino?

Il cristallino è una lente, situata all'interno del bulbo oculare, che ha la funzione di mettere a fuoco le immagini provenienti dal mondo esterno. Questa lente per consentire alla luce di passare deve essere trasparente; se diviene opaca si ha la cataratta.


Cosa è la cataratta?

La cataratta consiste nella perdita della trasparenza del cristallino. L'opacizzazione del cristallino determina una graduale diminuzione della funzione visiva.


L’immagine mostra  una cataratta corticale

Che sintomi dà  la cataratta ?
Il disturbo più comune è l'annebbiamento della vista, per lo più il calo visivo insorge in maniera lenta e progressiva. Altri sintomi consistono in una diminuzione qualitativa della funzione visiva, per esempio visione di aloni luminosi o colorati intorno a sorgenti luminose, alterazioni nella percezione dei colori, difficoltà  nella visione notturna, fastidio alla luce, visione sdoppiata , necessità  di cambiare frequentemente gli occhiali da vista.

Esistono vari tipi di cataratta:

  • alcune sono congenite.
  • altre compaiono in seguito a traumi.
  • altre si verificano dopo instillazione locale di farmaci.
  • la maggioranza però sono legate al naturale processo di invecchiamento dell'occhio.

Qual è il trattamento della cataratta?
L’unico trattamento è di tipo chirurgico. Esistono diversi tipi di interventi chirurgici, il più moderno, il più adoperato, quello meno traumatico e che fornisce i migliori risultati opera-tori e visivi è la facoemulsificazione. La facoemulsificazione consiste nella rimozione della cataratta mediante l'uso di ultrasuoni.

Quando operare la cataratta ?
Quando la diminuzione dell'acuità  visiva determina delle difficoltà  nell'attività  lavorativa e di relazione del paziente.

Quanto dura l'intervento chirurgico?

L’intervento dura circa 15- 30 minuti.

E’ necessario il ricovero presso la Clinica Oculistica?

Il ricovero non è necessario. L'intervento viene eseguito in regime di DAY-HOSPITAL. Al-cune ore dopo l'operazione il paziente può tornare a casa.

Che tipo di anestesia viene utilizzata?
L’intervento viene eseguito in anestesia locale (infiltrazione dell'anestetico tramite iniezione) o topica (instillazione di collirio anestetico).

Come avviene l'intervento chirurgico?

La cataratta viene frantumata ed aspirata tramite una sonda ad ultrasuoni introdotta nel bulbo oculare mediante una piccola incisione di 3 millimetri. Attraverso questa incisione viene inserita una lente intraoculare che consente di limitare al minimo, se non annullare, l'uso degli occhiali per lontano.
Successivamente può essere dato un punto di sutura o nessun punto.

Quali sono le caratteristiche delle lenti intraoculari?

Le lenti intraoculari sono in materiale acrilico e sono disponibili poteri diottrici differenti, così da poter decidere preoperatoriamente la refrazione desiderata; è pertanto possibile correggere preesistenti vizi refrattivi quali miopia o ipermetropia.

Quali sono le complicanze?

L'intervento di cataratta è un intervento chirurgico e come tale non è privo di complicanze (emorragia espulsiva, distacco di coroide, distacco di retina, infezioni del bulbo oculare), anche se rare.
L'intervento di cataratta consente di riacquistare quella quota di vista indebolita a causa dell'opacizzazione del cristallino. Il recupero visivo sarà  invece soltanto parziale qualora si associno alla cataratta altre cause di deficit visivo

Come bisogna comportarsi nel periodo post-operatorio?

Nelle prime ore dopo l'intervento, è consigliabile rimanere in casa seduti in poltrona. Si può guardare la televisione o leggere. Al termine dell'intervento la vista è annebbiata per alcune ore; inoltre a causa dell'abbagliamento indotto dalla luce del microscopio operatorio alcuni pazienti possono avvertire una visione rosa nelle prime 24-48 ore. La guarigione della ferita chirurgica avviene rapidamente e ciò consente al paziente di riprendere precocemente le sue abituali attività fisiche; la rapida guarigione comporta anche un altrettanto precoce recupero visivo. Il recupero della funzione visiva si manifesta in maniera più evidente la mattina dopo l'intervento; talora sono tuttavia necessari alcuni giorni perché il recupero sia completo.
Nel giro di due o tre giorni si potrà  riprendere una vita lavorativa non faticosa. Per due settimane è esclusa ogni forma di attività  sportiva..

Che terapia è consigliata nel periodo post-operatorio?

Vengono prescritti colliri antibiotici, cortisonici e anti-infiammatori non steroidei per circa 20-30 giorni.

Quanti controlli oculistici sono previsti?
Viene effettuata una visita oculistica preoperatoria e una visita anestesiologica alcuni giorni prima dell'intervento chirurgico. Successivamente all'operazione sono previsti due controlli: uno il giorno dopo l'intervento, l'altro 7-10 giorni dopo l'intervento. Le visite vengono svolte nell'ambulatorio di DAY-HOSPITAL.
Sono inoltre consigliati un'ulteriore visita oculistica uno e tre mesi dopo l'operazione.

E’ necessario l'uso di occhiali dopo l'intervento di cataratta?

La lente intraoculare non consente l'accomodazione, cioè quel processo fisiologico per cui il nostro occhio è in grado di mettere a fuoco oggetti vicini e lontani. Il paziente può scegliere di vedere a fuoco gli oggetti lontani senza l'ausilio di occhiali (emmetropia), e quindi dopo l'intervento egli potrà guidare e guardare la televisione senza lenti; sarà  però necessario un paio di occhiali per vicino. Oppure il paziente può scegliere di vedere a fuoco gli oggetti vicini (miopia), gli occhiali saranno invece necessari per lontano.

Cos'è la cataratta secondaria?
A distanza di mesi o anni dall'intervento una ridotta percentuale di pazienti sviluppa una cataratta secondaria, che è una progressiva opacizzazione della capsula del cristallino. La cataratta secondaria causa una diminuzione dell'acuità visiva.

Qual è la terapia della cataratta secondaria?

Il trattamento consiste in un'applicazione laser (YAG), che crea una piccola apertura sulla capsula posteriore, senza danneggiare la lente artificiale e/o i tessuti intraoculari.