L'OCCHIO SECCO

L'OCCHIO SECCO

L'occhio secco è una malattia di frequente osservazione, con una incidenza aumentata significativamente negli ultimi anni, purtroppo spesso sottovalutata o non diagnosticata ad una prima osservazione clinica. Con il termine "sindrome da occhio secco" si indica generalmente l'alterazione quantitativa o qualitativa delle lacrime che inumidiscono la superficie oculare a contatto con l'esterno.
In realtà , è dalla concomitanza di molti più fattori che origina una secchezza oculare, in quanto il film lacrimale pre-oculare ed i tessuti corneale e congiuntivale funzionano insieme in mutua interrelazione. Molte sono le definizioni di occhio secco; quella riconosciuta dalla comunità  scientifica internazionale:

"l'occhio secco è una malattia multifattoriale delle lacrime e della superficie oculare che porta a sintomi di discomfort, disturbi visivi, instabilità  del film lacrimale con potenziale danno alla superficie oculare. è accompagnata da un aumento dell'osmolarità  del film lacrimale e dall'infiammazione della superficie oculare." (International Dry Eye WorkShop, 2007)

Il sintomo suggestivo dell'occhio secco è una forma di irritazione costante e dolore oculare bilaterale accompagnato da sensazione di sabbia o di corpo estraneo.
Per meglio inquadrare tale patologia, sono stati introdotti criteri diagnostici appropriati e raccomandata l'introduzione di questionari validati per la descrizione dei sintomi soggettivi da parte del paziente.
Se volete provare a rispondere al questionario sull'occhio secco in uso attualmente presso la nostra Unità Operativa,cliccate qui

LE CAUSE

Per capire da cosa origina un occhio secco, ricordiamo come dovrebbe essere un occhio sano, cioè una superficie oculare normale.
Le piùattuali interpretazioni sulla fisiologia della Unità  Funzionale Superficie Oculare stabiliscono che è un sistema dinamico e che il mantenimento della sua integrità  dipende da 5 importanti concetti che si concatenano l'un l'altro:
1. gli epiteli della superficie oculare ed il film lacrimale funzionano come una entità  sola e la loro interazione assicura la salute della superficie oculare
2. il film lacrimale è mantenuto stabile da una corretta composizione ed idrodinamica: ambedue gli aspetti dipendono dagli annessi esterni (ghiandole lacrimali e di Meibomio) e dalle palpebre e contribuiscono al meccanismo protettivo
3. il meccanismo protettivo è controllato da una intatta ed efficace integrazione neuroanatomica
4. gli epiteli corneale e congiuntivale derivano dalla proliferazone di cellule staminali, in particolare le cellule staminali dell'epitelio corneale sono collocate al limbus corneo-congiuntivale
5. il funzionamento delle cellule epiteliali della superficie oculare è sostenuta dalla membrana basale e dai fibroblasti stromali

Le patologie del film lacrimale e della superficie oculare sono date da una disfunzione anche di uno solo di questi fattori: per avere un quadro di insieme diventa perciò determinante valutare contemporaneamente quanti più fattori possibili.

LA DIAGNOSI

La componente multifattoriale dell'occhio secco suggerisce di valutare il paziente secondo un'ottica integrata atta a disegnare un percorso diagnostico efficace a dirimere il sospetto del Medico.
Si dovranno pertanto preordinare tests funzionali e analisi di laboratorio sulle lacrime e sulle cellule, da effettuare durante la stessa seduta, allo scopo di valutare più parametri contemporaneamente.
I test funzionali di primo livello e più diffusi a livello clinico sono soprattutto il Test di Schirmer I e il Tempo di Rottura del Film Lacrimale (Break Up Time), a seguire la colorazione vitale con Rosa Bengala. Per questi tests non è necessaria alcuna particolare strumentazione e si possono effettuare in tutti gli ambulatori specialistici normalmente equipaggiati per effettuare visite oculistiche.
Per i test e le analisi di secondo livello occorrono strumentazioni e reagenti presenti in strutture dedicate e vengono pertanto effettuati nei centri specializzati per la diagnosi e cura delle patologie della superficie oculare.

LA TERAPIA

A tutt'oggi non esiste una terapia risolutiva della patologia da occhio secco.
Gran parte della ricerca farmacologia è indirizzata alla progettazione di una sostanza che, agendo sulla funzionalità delle ghiandole lacrimali principali ed accessorie, riesca a ripristinare una secrezione quantitativamente e qualitativamente più corretta.
Attualmente, in caso di alterazione del film lacrimale, si pratica una terapia sostitutiva e/o correttiva a base di colliri o gel (sostituti lacrimali o, più comunemente dette, lacrime artificiali) formati da sostanze che possiedono l'azione detergente, lubrificante e disinfettante delle lacrime naturali.
Assolutamente da evitare è l'auto-prescrizione di colliri a base di lacrime artificiali: solo la visita di un medico oculista fornisce un inquadramento diagnostico ed una terapia mirata.
L'utilizzo di particolari lenti a contatto (soprattutto le lenti monouso giornaliere) viene prescritto quando i sostituti lacrimali da soli non siano sufficienti ed in caso di concomitante sofferenza corneale.
La lente protegge la superficie oculare dall'attrito procurato dalle palpebre durante l'ammiccamento e consente una migliore e più rapida risoluzione di eventuali disepitelizzazioni superficiali della cornea e della congiuntiva, riduce sensibilmente il dolore e rende più efficace l'azione dei sostituti lacrimali mantenendoli più a lungo a contatto con la superficie oculare da trattare.
La terapia chirurgica più semplice e più usata nel trattamento delle sindromi da occhio secco consiste nella chiusura, provvisoria o definitiva, dei puntini lacrimali inferiore e/o superiore, per mezzo di piccoli tappi di silicone ("punctum plugs"). Se tale rimedio si dimostra efficace, si ricorre quindi alla chiusura definitiva.